Angela Natilla

Il bambino abusato e dissociato

Come conoscerlo, capirlo e andargli incontro

Adulti sopravvissuti all’ingiustizia e alla ferocia dell’essere umano quando dimentica, per soprusi subiti a sua volta o per cattiveria, la ricchezza di potere di bene di cui la creatura umana è portatrice.
Sono descritte le strategie che l’Osservatore Nascosto, quell’insieme di processi intelligenti attraverso i quali le persone trovano vie di uscita anche nelle situazioni più indicibili di oppressione umana, utilizza per proteggersi e conservarsi di fronte all’invasività distruttiva, persino quella della manipolazione ipnotica maligna.
In modo semplice e con tono da conversazione familiare, sono descritti i processi protettivi, talora incomprensibili per chi non ha dovuto lottare per la propria sopravvivenza fisica e psicologica, usati per affrontare condizioni di sistematica e continuata emergenza con silenzi intelligenti, con scissioni che permettono l’uso di risorse senza interferenze da parte dei sistemi delicatamente calibrati per le situazioni umane di normale comprensione ed accettazione e con altre strategie in grado di mettere briglie e limiti persino ai promotori dei traumi.
Il clinico, abituato alle situazioni di normale umana giustizia, dovrà fare lo sforzo di calarsi nelle realtà dell’oppresso, del diseredato, dell’affogato, dello stritolato, dell’annullato, per capire come e con quali mezzi è possibile risorgere dalle ceneri del fuoco infernale e cieco dell’intelligenza deviata perché violata.
Si tratta di strategie per affrontare situazioni quasi completamente sconosciute agli interventi delle terapie empiricamente convalidate, ma note a chi ha conservato il nucleo centrale che sopravvive come osservatore persino durante il sonno, nelle anestesie totali, nel laboratorio della scienza e nelle congreghe sataniche quando l’individuo è ipnotizzato e reso automa.
L’autrice ha convissuto per tempi estesi con decine e decine di bambini oppressi e adulti sopravvissuti, con un osservatore nascosto acutamente presente per leggere fino alle radici i vissuti di questi piccoli e grandi testimoni della perversità dell’essere umano quando perde gli occhi e le orecchie e non vede e non sente più né se stesso né l’altro.
Il libricino è indicato soprattutto per i clinici che si imbattono in persone che sono state derubate della rete che lega insieme le esperienze di vita, che hanno dovuto rinunciare alla sinfonia dei molti sé per sopravvivere, una condizione che assume nomi diversi, secondo l’occhiale teorico che ognuno porta: intelligenza protettiva, personalità multipla, disturbo dell’identità, disturbo dissociativo dell’identità