Andrea Cafarelli

Il padrone non va per acqua

Assetti colturali e rapporti di produzione in un'azienda agraria della Bassa friulana (1875-1914)

La Bassa era l’unica area del Friuli dotata di alcune precondizioni per dare vita a forme di «nuova agricoltura»: si sviluppava su una superficie pianeggiante, disponeva di terreni fertili e di un clima sostanzialmente mite, poteva giovarsi di abbondante manodopera e di una posizione geografica strategica; eppure, almeno fino all’attuazione del grande progetto della bonifica integrale, versò in uno stato di profondo dissesto idrogeologico e di arretratezza economica. Ove si eccettui qualche timido segnale di cambiamento, tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento l’agricoltura del comprensorio, pur sottoposta a sollecitazioni di natura esogena ed endogena, continuò a caratterizzarsi per la sostanziale staticità, rimanendo prevalentemente legata all’autoconsumo, alla promiscuità colturale, alla conduzione indiretta dei terreni, al piccolo possesso fondiario. Avvalendosi di fonti catastali e delle carte dell’archivio privato dell’azienda Michieli di Pocenia, il volume documenta il modus operandi della borghesia agraria friulana che non amava «andar per l’acqua», occupandosi della gestione delle terre, ma si accontentava piuttosto di conservare lo status quo. Se da una parte ciò consentiva di ottenere comunque delle rendite che garantivano il mantenimento di un buon tenore di vita, dall’altra impediva l’applicazione di nuove soluzioni agronomiche, frenando la rincorsa verso le regioni più sviluppate, nelle quali la lavorazione dei campi da ‘arte’ si stava trasformando in ‘industria’ e l’economia d’uso lasciava il posto al mercato e alla specializzazione colturale.