Marco Moroni

La cazzuola e la penna

Le memorie del muratore Nicola Tempesta (1771-1794)

Non si tratta propriamente di uno scritto autobiografico, quanto di un libro di memorie di argomento prevalentemente cittadino; tuttavia, oltre a rilevare che «non esiste autobiografia che sotto certi aspetti non abbia il valore di memoria, così non esistono memorie prive di informazioni autobiografiche», non va dimenticato che entrambi i tipi di scrittura si basano sull’«esperienza personale cronologica e riflessiva». Per questi suoi caratteri, le memorie di Nicola Tempesta, come la settecentesca cronaca del canonico teramano Angelo de Jacobis o come il diario del parroco parmense don Giorgio Franchi, vissuto però negli anni a cavallo della metà del Cinquecento, stanno «a metà strada tra memoria autobiografica e scritture di annali o cronache, tese a superare i limiti della memoria personale».