Marsel Grosso

Per la fama di Tiziano nella cultura artistica dell’Italia spagnola

Da Milano al viceregno

Questa ricerca affronta il problema sin qui del tutto trascurato della fama di Tiziano nella cultura artistica cinquecentesca di area meridionale, mettendo in luce nuovi episodi che riguardano i rapporti del maestro con la committenza filoimperiale a nord e a sud dell’Italia spagnola, e presentando le testimonianze letterarie e storiografiche che più hanno contato per questo capitolo della fortuna critica del pittore. Riemergono così figure come Ferrante Sanseverino, sfortunato antagonista di Pedro de Toledo, il cui mecenatismo si rivela, a Napoli, un parallelo di quello del più celebre cugino, Alfonso d’Avalos, governatore di Milano, o come Antonio Castriota, duca di Ferrandina. Proprio la rete di scambi tra questi personaggi e i loro ambienti consente di proporre nuove fonti per l’Allegoria della Prudenza della National Gallery di Londra, uno dei dipinti più dibattuti del maestro veneziano, e per il potente Ritratto di domenicano della Galleria Borghese di Roma. L’indagine coinvolge, infine, alcuni significativi casi che fanno luce sulle relazioni del pittore con il mondo dei letterati: Giovan Mario Verdizzotti, la cui produzione encomiastica viene confrontata con lo spettacolare allegorismo delle tele del maestro per la corte spagnola, e il beneventano Nicolò Franco, capace di sfruttare con grande precocità l’operazione propagandistica promossa da Pietro Aretino in favore di Tiziano.