Denise Ulivieri, Piero Pierotti

Valtiberina Toscana

Paradigmi di sismografia storica

“La sismografia storica parte dall’osservazione degli effetti dei terremoti sull’edificato esistente ricercando le peculiarità specifiche delle culture sismiche locali, con l’obiettivo di conservare la memoria delle caratteristiche costruttive dell’architettura vernacolare dei piccoli centri storici; essa si pone pertanto a supporto sia delle analisi di vulnerabilità degli edifici esistenti, sia degli studi sul rischio sismico dei centri urbani”. Essa non sostituisce la sismologia storica ma integra e affina i dati relativi all’intensità macrosismica che questa fornisce. Infatti si basa su un genere diverso di fonti, ossia su documenti materiali, ed elabora dati a livello di microzonazione, in quanto essi vengono ricavati direttamente dall’edificato esistente. La sismografia storica assume come fonte primaria le caratteristiche e il comportamento dell'edificato nelle aree esposte a rischio sismico, interpretando analiticamente ogni edificio come se fosse il sismogramma di se stesso.

La sismografia storica comincia a definirsi agl’inizi degli anni ’80, avendo come base il CUEBC (Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali) di Ravello e come ambito di ricerca un programma del Consiglio d’Europa esteso ai paesi mediterranei (APO – Accord Partial Ouvert). La proficua collaborazione tra il settore competente in materia di prevenzione sismica della Regione Toscana e il Dipartimento di Storia delle Arti (ora Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere) dell’Università di Pisa ha permesso di ampliare al territorio della Valtiberina Toscana, le ricerche di sismografia storica già condotte in Lunigiana e Garfagnana (P. Pierotti, D. Ulivieri, Cultura sismiche locali, Pisa, Edizioni Plus, 2001; P. Pierotti (ed.), Manuale di sismografia storica. Lunigiana e Garfagnana, Pisa, Edizioni Plus, 2003).

Il volume raccoglie i risultati dell’osservazione sul campo dei luoghi abitati della Valtiberina Toscana, considerata a forte rischio sismico. L’area di studio comprende i territori comunali di Monterchi, Anghiari, Sansepolcro, Caprese Michelangelo, Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda e Sestino, che corrispondono all’alta valle del Tevere. La ricerca indaga attraverso verifiche in situ la presenza nell’edificato storico vernacolare di tecniche antisismiche tradizionali.

Il volume è corredato da un DVD con contributi monografici e un data base di oltre 3000 immagini originali ad alta definizione, riprese fra il 2004 e il 2006 in tutti gli abitati dell’area considerata.

Con una premessa di Giancarlo Fianchisti