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La leggenda del «santo educatore»

Filippo Neri tra agiografia e rivitalizzazione della tradizione pedagogica cristiana nel passaggio dalla società di antico regime all’età borghese (secoli XVII-XX)

Roberto Sani

Editore: eum edizioni università di macerata Collana: Biblioteca di / Library of «History of Education & Children’s Literature» 18
pp. 136 ISBN: 978-88-6056-714-7
ed. 2021
Formati: stampa
Prezzo: € 13.00
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Attraverso l’esame delle testimonianze rese nel corso dei processi di beatificazione e canonizzazione di Filippo Neri e delle principali opere agiografiche a lui dedicate tra il XVII e il XIX secolo (A. Gallonio, P.G. Bacci, G. Ricci, G. Crispino, D. Sonzonio, A. Capecelatro, G.B. Francesia ecc.), nonché sulla base di taluni riferimenti alla sterminata iconografia filippina, il presente volume approfondisce la genesi e le caratteristiche assunte nel corso dei secoli dalla tradizione che attribuisce al sacerdote fiorentino, tra i principali fautori del rinnovamento religioso e spirituale nella Roma del Cinquecento, le doti e la fama di «educatore dell’infanzia e della gioventù» tra i più solleciti e impegnati del suo tempo, protagonista di «intuizioni pedagogiche» fortemente innovative e artefice, grazie alla fondazione dell’Oratorio, di un’istituzione educativa destinata ad incontrare uno straordinario successo nei secoli seguenti e a conoscere la ripresa e ulteriori caratterizzazioni e sviluppi nel corso dell’Ottocento e del Novecento tanto nel capoluogo lombardo, quanto a Torino e in numerosi altri centri della penisola in virtù dell’opera di vari fondatori di istituti religiosi, in primo luogo di don Giovanni Bosco e della Congregazione Salesiana. Una tradizione, quella presentata nel volume, del tutto ignota ai contemporanei del santo fiorentino e ai suoi primi agiografi, completamente inventata a partire dal tardo Settecento e destinata a riscuotere piena legittimazione e crescente fortuna soprattutto nel corso dell’Ottocento e del Novecento. Una tradizione, come l’Autore documenta in modo rigoroso e sulla scorta di una pluralità di fonti narrative e iconografiche, all’origine della quale si collocano le profonde vicissitudini religiose e le radicali trasformazioni vissute dalla Chiesa negli ultimi due secoli.