University Press Italiane per un’editoria accademica di qualità

Luigi Lanzi e l’archeologia

Atti della giornata di studi - Treia, 15 dicembre 2007

Paci Gianfranco

Editore: EUM – Edizioni Università di Macerata
pp. 99 ISBN: 9788860560315
ed. 2008
Formati: stampa
Prezzo: € 21.00
Vai al sito dell'editore

Originario di Treia, anche se poi divenne cittadino di Corridonia dove la famiglia si era presto trasferita, Luigi Lanzi (1732 - 1810), gesuita, rappresenta una delle più interessanti e singolari figure nel panorama degli studi antiquari ed artistici del suo tempo: i suoi interessi andarono dalle antichità, alla storia dell’arte, alle lingue dell’Italia antica anteriori al latino (in particolare quella umbra ed etrusca: in quest’ultima diede un contributo decisivo nell’identificazione di un segno alfabetico), alla filologia. Dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo ebbe la nomina come aiuto antiquario alla Reale Galleria di Firenze (gli attuali Uffizi), della quale ottenne in seguito la prestigiosa carica di direttore. Del Lanzi restano varie opere a stampa, nonché inoltre, e in particolare, una serie di manoscritti, tra cui si segnalano i 10 Taccuini contenenti gli appunti dei vari viaggi compiuti per l’Italia centro-settentrionale tra il 1777 e il 1794, conservati presso la Biblioteca degli Uffizi di Firenze, in parte editi in anni recenti, i quali raccolgono un’incredibile messe di informazioni sul patrimonio artistico ed antiquario esistente in tante località della Penisola nel periodo di poco anteriore alle razzie degli eserciti napoleonici. I suoi interessi non trascurarono la terra d’origine. Va ricordato, in proposito, il saggio Della condizione e del sito di Pausola città antica del Piceno, Firenze 1792, con cui l’a. pose fine alle diatribe del tempo sull’ubicazione dell’antica Pausulae, ricordata da Plinio il Vecchio, riconoscendone definitivamente e correttamente il sito nell’area di San Claudio al Chienti. Sono poi da citare il Viaggio del 1783 per la Toscana, l’Umbria, la Marca e la Romagna, corrispondente al V deiTaccuini appena ricordati e pubblicato recentemente (Ancona, 2003), nonché il IV Taccuino (Viaggio del 1777 per Arezzo Cortona Perugia Monte Pulciano, ecc.), che è ancora inedito e che curiosamente include preziose notizie anche su varie località delle Marche centrali. La ricorrenza bicentenaria della sua morte, che cade nel 2010, costituirà un occasione importante per riandare a questa singolare ed importante figura di erudito e per mettere a fuoco l’apporto di novità da lui fornito nei vari campi in cui ebbe a operare, insieme ai motivi di interesse che le sue ricerche ancor’oggi presentano. In vista di tale appuntamento, il Convegno di Treia del 2007 sul Lanzi archeologo, di cui si presentano qui gli atti, ha voluto richiamare l’attenzione su alcuni aspetti centrali del Lanzi antiquario, come ad esempio quello degli interessi per la civiltà etrusca e soprattutto il posto che egli occupa nel campo degli studi etruscologici del tempo, che sono l’argomento del saggio di Giovannangelo Camporeale, Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici –Firenze; mentre al Lanzi e alle antichità umbre e in particolare ai suoi studi sulla lingua delle Tavole Iguvine è dedicato il contributo di Simone Sisani, dell’Università di Perugia. Uno dei contributi riguarda quindi la città romana di Pausulae, nel Piceno, il saggio lanziano sulla quale costituisce ancor’oggi il contributo più famoso e certamente più importante, nell’ambito dei suoi pur molteplici interessi per le antichità marchigiane: l’argomento è ripreso in questa sede da Gianfranco Paci, dell’Università di Macerata, alla luce anche delle acquisizioni archeologiche ed epigrafiche più recenti. Segue in fine un saggio di A. Santucci (dell’Università di Urbino) che tocca, recuperando la memoria di antiquitates locali e non, il tema dei legami tra il Lanzi e Montolmo (od. Corridonia), eletta dal Nostro a sua patria, nonché soprattutto della devozione della cittadina marchigiana per l’illustre figlio.